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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 11:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Usradminkatapult</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.katapult.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/miniatura_profezia-646x1024.jpg" alt="" title="locandina_profezìa" width="400" class="alignleft size-medium wp-image-120" /><br />
Liberamente ispirato a “La morte della pizia” di Dürrenmat, Profezìa si serve dei miti del ciclo tebano per dare voce a una visione dell’esistenza tipica dell’uomo contemporaneo: in assenza di una verità oggettiva è impossibile trovare una spiegazione razionale alla realtà.<br />
La pizia, la sacerdotessa di Apollo, ormai prossima alla morte, è presa dal rimorso. Coi suoi oracoli, pure creazioni di fantasia sollecitate dal venale sacerdote del tempio, ha scatenato a Tebe avvenimenti terribili. Nell’arco di una notte, la sua coscienza turbata evoca dall’ombra i protagonisti di quei drammatici eventi: Edipo, Giocasta, Merope, Laio, Meceneo e, infine, l’indovino Tiresia e l’implacabile Sfinge, ciascuno col suo doloroso fardello di ricordi, ciascuno con una visione diversa dei fatti. Attraverso i racconti delle ombre ciò che sembrava essere certo si rivela di volta in volta falso e privo di sostanza; il punto di vista oscilla da un personaggio all’altro, le varianti della storia e persino i legami di sangue mutano vorticosamente, benché la sostanza della profezia resti invariata.<br />
Rivelazioni sempre più sconvolgenti, anche nella loro prosaicità, si sostituiscono l’una all’altra fino a quando, a una pizia morente e sempre più spaesata, l’indovino Tiresia rivela l’unica conclusione possibile: “la verità esiste in quanto tale solo se non la si tormenta”; la vita degli uomini è dominata soltanto dal caso.</p>
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